
Era il 4 febbraio 2004 quando l'allora diciannovenne studente di Harvard Mark Zuckerberg, pensò ad un network che potesse far mantenere i contatti tra studenti di università e licei di tutto il mondo. Detto, fatto: nel giro di un mese da quell'idea, metà della popolazione universitaria di Harvard era registrata al servizio. Attraverso la promozione del sito, grazie all'amico Dustin Moskovitz, l'utilizzo di quel nuovo modo di comunicare si espanse all'Università di Stanford, alla Columbia University e all'Università Yale. Nell'aprile del 2004 si estese al resto della Ivy League, al MIT, alla Boston University e al Boston College.
Dal luglio 2007 il sito figura nella classifica dei 10 siti più visitati al mondo ed è il sito numero uno negli Stati Uniti per foto visualizzabili, con oltre 60 milioni di immagini caricate ogni settimana.
Secondo i dati forniti dal sito stesso, nel novembre 2009 il numero degli utenti attivi ha raggiunto quota 350 milioni in tutto il mondo. In base all'acquisto di una quota dell'1,6% da parte di Microsoft nel 2007 per 240 milioni di dollari e all'acquisto del 2% per 200 milioni di dollari da parte di un gruppo di investitori russi, il valore del sito è stato stimato di 10 miliardi di dollari.
In Italia il boom arriva nel 2008: in agosto si sono registrate oltre un milione e trecentomila visite, con un incremento annuo del 961%; il terzo trimestre ha poi visto l'Italia in testa alla lista dei paesi con il maggiore incremento del numero di utenti (+135%). Secondo i dati dell'osservatorio indipendente "Inside Facebook", gli utenti italiani nel mese di settembre 2009 sono circa 18 milioni.
Iscriversi a Facebook è molto semplice: basta inserire il proprio indirizzo e-mail e scegliere una password. Quindi, entrati nel sito, è possibile iniziare a cercare i propri amici e chiedere di diventare loro "amico" nel sistema. In caso di risposta affermativa si può accedere al loro profilo rendendo possibile una sorta di scambio e di conoscenza reciproca, di vita e di relazioni. Ma è la bacheca (o wall) ad essere il cuore di ogni profilo.
Si tratta di una sorta di lavagna nella quale scrivere momento per momento, usando una breve frase, quello che si sta facendo, il proprio "status" nel gergo di Facebook e in questo modo rendere queste informazioni pubbliche per gli amici.
Facebook dunque permette di sviluppare relazioni e diventa parte di un più ampio flusso di vita vissuta che viene in un modo o nell'altro diffuso e quindi condiviso con i propri contatti mantenendo un certo grado di intimità. Fra tutte le piattaforme di social network si distingue per capacità di sviluppo: ha più valore e successo perché alto è il potenziale numero di nuovi "amici", che si possono incontrare e di quelli che già si conoscono ma dei quali nel tempo si sono perse le tracce (compagni di classe, amici d'infanzia, conoscenze all'estero...).
Sul fenomeno Facebook si sono aperte molte discussioni. Si tratta di qualcosa di transitorio oppure destinato a durare nel tempo? Alcuni analisti ritengono che i ricavi del sito non siano così elevati rispetto alle potenzialità di un social network; di diverso avviso altri studiosi della socializzazione virtuale, che in un web sempre più orientato alle relazioni, vedono infinite possibilità.
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